Un tuffo negli ’80 – mini intervista a Maurizio Nichetti su Pista!
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Correva l’anno 1985 quando su Rai Uno fece la sua comparsa una trasmissione televisiva per famiglia dalla breve quanto significativa vita, intitolata Pista!
A condurre il programma era un – per me- ancora sconosciuto Maurizio Nichetti. Solo qualche anno dopo scoprii che il buon Maurizio era ben più che un semplice presentatore d’occasione, guardando (ad apprezzando) i suoi film.
Fatto è che il personaggio Nichetti, così apparentemente etereo, ben si accordava con l’atmosfera giocosa della trasmissione, ben infarcita di corti e cartoni Disney (cosa che non poteva che aggiungere magia agli occhi di qualsiasi bambino).
Aggiungete la collaborazone della banda Osiris e quel che vi verrà fuori non potrà che essere un mix vincente.
Com’è mio costume, vi accompagno sul viale dei ricordi con un breve video d’epoca…
Con mia grande felicità, il Buon Maurizio Nichetti ha gentilissimamente accettato di rispondere a qualche domanda sulla trasmissione! Cominciamo! (continua…)
A W@lly piace: Michel Vaillant con la Gazzetta dello Sport
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In questi anni si è molto diffuso il costume dell’allegato a fumetti con quotidiani e riviste. Da sempre penso che iniziative del genere siano un’ottima via di diffusione e divulgazione del fumetto verso un mercato che esula quello classico delle fumetterie.
A tal proposito mi sento di segnalarvi (e di fare un applauso) un’iniziativa davvero meritevole portata avanti dalla Gazzetta dello Sport che da ieri, mercoledì 5 dicembre, ha cominciato la distribuzione di una serie di volumi sulle avventure di Michel Vaillant.
Per quelli di voi che non conoscono il fumetto in questione dico solo due cose:
1 – si tratta di un fumetto creato da Jean Graton. Il personaggio comparve per l prima volta in una storia breve di Tintin pubblicata nel 1957, in una storia breve. Si tratta di un fumetto che, com’è facilmente comprensibile guardando l’immagine di cover quì a fianco, è ambientato nel mirabolante mondo dell’automobilismo.
2 – approfittate dell’occasione per leggervelo e scoprire questo gioiellino!
L’iniziativa è meritevole anche perchè si discosta non poco dal classico fumetto super eroistico che di solito viene distribuito in queste collane, allargando l’orizzonte verso il fumetto franco-belga, troppo spesso relegato ad un pubblico di nicchia.
Michel Vaillant ha fatto il suo esordio con un albo a prezzo speciale (solo 1 euro – vi consiglio di uscire subito e recuperare nell’edicola più vicina l’allegato della gazza di ieri!) e proseuirà con quel prezzo per altre due uscite, per poi passare al comunque concorrenziale prezzo di 2,99 €.
L’occasione è davvero ghiotta; se siete interessati potete approfondire dando un’occhiata al mini sito dedicato.
Come ultima chicca vi segnalo che dal 5 al 9 dicembre La Gazzetta dello Sport sarà inoltre presente al Motorshow di Bologna, dove ci sarà l’esposizione della macchina di Michel Vaillant realizzata da Chevrolet, che ha corso e vinto il WTCC di Portimao quest’anno.
Alla prossima!
A 10 anni dal primo rilancio di He-man (pt 1)
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Ridendo e scherzando sono già passati 10 anni dal rilancio di He-man e compagnia bella.
Era il 2002 quando il cuore di tutti i MotU fan si riempì di gioia nel vedere tornare sugli scaffali dei negozi di giocattoli i propri beiamini. La gioia, ahimè non fu duratura e la nuova vita del biondo eroe di Eternia fu in verità parecchio breve. E travagliata aggiungerei. Le cause che portarono alla prematura (ri)dipartita dei Masters of the Universe furono parecchie, ma comunque bene o male tutte sintetizzabili in una parola: Mattel.
Quel rilancio non fu però del tutto infruttuoso e ha lasciato dei bei ricordi e dei pregevoli ometti di plastica da collezione. Proviamo a valutare tutti gli aspetti di questo tentativo (non del tutto) fallito di far tornare i MotU ad invadere i media in questa serie di post.
Le Action Figures
Al centro del rilancio ovviamente stavano i giocattoli. Per l’occasione il redesign della linea fu data in mano ai Four Horsemen.
Mica cotica…
Forti dell’esperienza alla McFarlane Toys i ragazzi si lanciarono i un redesign che puntasse all’estremizzazione ed alla modernizzazione del look classico. I risultati furono da un punto di vista estetico sbalorditivi, con un livello di dettaglio ed una cura nello sculpt decisamente sopra la media. Figli di quell’esperienza furono, ad esempio, un He-man decisamente figo con un look misto cuoio/metallo (e un’inspiegabile gobba che un po’ ridicolizzava la figura…) (continua…)
Un tuffo negli ’80 – MANTECH
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Torno con una nuova, folgorante puntata della rubrica più irregolare della storia dei blog, parlandovi di una delle linee di giocattoli degli anni 80 più misconosciuta: Mantech.
La linea è composta da 6 action figures e, com’è facile immaginare, non ebbe grande successo
L’innovazione in questi giocattoli stava nella possibilità di smontare le Action Figures in tante parti fra loro liberamente riassemblabili.
Nella pratica c’erano tre personaggi “buoni” e tre “cattivi” che però potevano essere rimontati in un’incredibile serie di varianti ibride.
L’idea di base in effetti poteva essere intrigante (e di fatto sarà poi sfruttata in altre linee di ation figures come quella dei Centurions e fu alla base del successo dei Micronauti)
Nella linea erano presenti tre buoni e tre cattivi. I “buoni” erano Aquatech (in arancio), Lasertech (in blu) e Solartech (in rosso). I cattivi erano Doomtech (in verde), Nagatech (in viola e nero che f tanto chic) e Terrortech (nero e argento). In effetti il fatto che tutti i nomi finissero in -tech non aiutava tanto…
C’erano anche dei veicoli: il Traxon per i buoni e il Terrorizer per i cattivi.
Danger Mouse – I cartoni dimenticati degli anni 80 [pt.10]
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Che poi Danger Mouse in Italia più che dimenticato è proprio sconosciuto…
Eppure, nonostante il topo sguercio in Italia non abbia mai riscosso grandi successi, nel Regno Unito il suo show animato ha furoreggiato dal 1981 fino al 1992!
Protagonista dello show (prodotto da Cosgrove Hall Films, gli stessi del conte Dacula) è un topo/agente segreto che indossa una caratteristica tutina bianca con con le iniziali stampare a cacratteri cubitali sul petto (perchè ovviamente per un agente segreto l’anonimato è tutto…)
Il personaggio era ovviamente una parodia del filone spionistico british che trova in James Bond il suo massimo esponente ed il cartone era caratterizzato da quell’umorismo pungente e molto inglese che fu poi il caratteristico marchio di fabbrica della casa di produzione.
Un paio di curiosità riguardo a questo cartone sono da elencare…In primis quello di Danger Mouse è stato il primo cartone made in UK che è riuscito a sfondare il mercato TV americano (cosa non da poco se consideriamo l’immensa mole di materiale che gli USA producono per il loro mercato interno).
Secondariamente DM è stato il papà di un altro personaggio ben più noto nell’italica terra: il Conte Dacula (e ne avevo già parlato nel post dedicato al mefistotelico vampiro vegetariano)
Giusto per non smentirmi vi posto in basso l’opening del cartone (anno 1982)
(continua…)



